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Whatsapp Pay sarà il servizio che presto avremo disponibile sui nostri smartphone per pagare direttamente dall’applicazione di messaggistica più famosa al mondo.

Uno strumento di pagamento del tutto digitale che come ha dichiarato Mark Zuckerberg, durante l’evento di presentazione dei risultati economico/finanziari di Facebook, sarà ‘facile e veloce come inviare un’immagine”.
Proprio così, si potrà effettuare un pagamento o inviare denaro ad un’altra persona che abbiamo tra i contatti di whatsapp semplicemente usando la chat, come se stessimo inviando un messaggio. Ma non solo, si potrà effettuare un pagamento ai siti di e-commerce che accettano questa nuova modalità di pagamento.

Quando in Italia ?

Non abbiamo una data certa, si suppone entro ottobre 2020. Infatti, lo stesso Mark non ha specificato una data mentre ha rimarcato sui numeri delle sue BIG 4 (Instagram, Facebook, Whatsapp e Messenger) sulle quali accedono mensilmente circa 2,9 miliardi utenti. Addirittura sono oltre 2 miliardi gli utenti che ogni giorno accedono ad almeno una di queste applicazioni.
L’obiettivo è quello di guadagnare ulteriormente da questa massa critica (ad esempio attraverso le commissioni sulle transazioni) ma soprattutto fare in modo che l’utente trascorri più tempo possibile sulle proprie APP, mettendogli a disposizione tanti strumenti. In questo modo non è obbligato ad uscire per effettuare un pagamento. Per l’utente, tanta comodità in più in un mondo sempre più smart.

Come funziona Whatsapp Pay ?

Lo strumento è stato testato per la prima volta in India nel 2018. Queste le dichiarazioni di M. Zuckerberg: “abbiamo ottenuto l’approvazione per testare WhatsApp Pay con un milione di persone in India. E così tante persone hanno continuato a usarlo settimana dopo settimana. Sono davvero entusiasta di questo, e mi aspetto che inizi a diffondersi in un certo numero di Paesi nei prossimi sei mesi”.

Il sistema di pagamento collegato a WhatsApp è molto simile ad altri sistemi già in uso da tempo. Si basa su tecnologia UPI (Unified Payment Interface) Peer to Peer, piattaforma di pagamento che lavora in tempo reale, sviluppata da National Payments Corporation of India per facilitare le transazioni interbancarie.

Autore: Giuseppe Cucciniello.

Perchè si chiama Black Friday è la domanda che a fine novembre si pongono in tanti o forse no, perchè distratti dalle percentuali di sconto e dalla ricerca dell’affare dell’anno. In questi giorni infatti, veniamo tartassati su qualsiasi devices da queste due parole magiche che diventano così familiari da utilizzarle al posto del buongiorno. Promesse di sconti eccezionali e promozioni vantaggiose per un venerdì dove non abbiamo tempo se non per lo shopping. Poi ci sono le eccezioni di quei stores dove la scontistica Black Friday viene applicata per tutta la settimana.

Quelli più curiosi invece, proprio come me, sono andati oltre le percentuali e su google hanno digitato “perchè si chiama black friday” (ps. oggi qualche acquisto lo farò anche io 😉). In realtà, lavorando nel digital marketing, avevo già letto qualcosa a riguardo, ma essendo un evento che capita una volta l’anno, me ne ero dimenticato.

Come si può intuire, il Black Friday è un evento tutto americano che inaugura il giorno d’avvio ufficiale dello shopping natalizio. La data è collegata direttamente al Giorno del Ringraziamento, ricorrenza d’oltreoceano che si festeggia il 4° giovedì di novembre.
Quindi per gli americani, il giorno successivo al giorno del Ringraziamento (festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America e in Canada in segno di gratitudine verso Dio per il raccolto e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso), ovvero il Venerdì Nero, segna l’avvio dello shopping natalizio. Di conseguenza, i negozianti, mettono in risalto questa giornata così commerciale con degli sconti speciali.

Secondo la tradizione, questo evento promozionale, si è consolidato negli Stati Uniti tra gli anni 50′ e 60′ mentre il primo esercente a sperimentarlo fu la catena di negozi Macy’s che nel 1924, organizzò una sorta di festa per inaugurare l’inizio degli acquisti per Natale.

Ma perchè proprio NERO ?
Le ipotesi più accreditate sono due. Da una parte la definizione può essere collegata alla paralisi delle strade dovuta al traffico derivante dalla frenesia degli acquisti, dall’altra l’origine del nome si fa risalire alla modalità in cui i negozianti di un tempo usavano dividere per colore entrare e uscite dell’attività: rosso per i conti in perdita e nero per quelli in attivo.

A cura di Giuseppe Cucciniello